Ginecologo a Verona e Thiene

GINECOLOGIA AMBULATORIALE

  • VISITA GINECOLOGICA
  • COLPOCITOLOGIA (Thin-Prep) con ricerca HPV
  • ECOGRAFIA GINECOLOGICA
  • FLUSSIMETRIA DOPPLER GINECOLOGICA
  • SONOISTEROSALPINGOGRAFIA
  • UROGINECOLOGIA

ATTIVITA' SPECIFICHE
PRINCIPALI PATOLOGIE TRATTATE IN GINECOLOGIA

  • Medicina della riproduzione: Pick-up degli ovociti, utilizzati per tecniche di fecondazione assistita FIVET (fertilizzazione in vitro e trasferimento in utero di embrioni) e ICSI (Iniezione intracitoplasmatica degli spermatozoi).
  • Uroginecologia: Chirurgia del pavimento pelvico per il trattamento dei problemi di incontinenza urinaria e del prolasso uterovaginale.
  • Fibromi uterini, tumefazioni annessiali.
  • Tumori dell’apparato genitale femminile (tumori della cervice uterina, dell’endometrio, delle salpingi, dell’ovaio).
  • Endometriosi.

OSTETRICIA AMBULATORIALE

  • AMNIOCENTESI – VILLOCENTESI
  • ECOGRAFIA OSTETRICA I° – II° - III° TRIMESTRE + ECOGRAFIA 3D E 4D
  • FLUSSIMETRIA MATERNO-FETALE
  • VISITA OSTETRICA
  • TEST COMBINATO (TRASLUCENZA NUCALE, DUO-TEST)

ATTIVITA' SPECIFICHE
PRINCIPALIPATOLOGIE TRATTATE IN OSTETRICIA

Assistenza alla gravidanza ed è finalizzata alla gestione clinica delle seguenti patologie in gravidanza:

  • disordini ipertensivi della gravidanza: ipertensione cronica essenziale o secondaria, preeclampsia / eclampsia, ipertensione transitoria della gravidanza;
  • malattie autoimmuni e reumatologiche: lupus eritematoso sistemico, connettiviti indifferenziate, sindrome da anticorpi antifosfolipidi, sindrome di Sjogren,  vasculiti sistemiche (es. sindrome di Behcet), artrite reumatoide, sclerodermia e sclerosi sistemica progressiva
  • stati trombofilici e difetti della coagulazione
  • nefropatie croniche
  • diabete e malattie endocrinologiche

ATTIVITA’ CLINICHE

1. Consulenza preconcezionale alla coppia
La consulenza consiste inizialmente in un colloquio e in un controllo dello stato di salute della coppia con l’obiettivo finale di migliorare lo stato di salute della futura mamma al fine di diminuire il rischio che il bambino nasca con difetti di sviluppo o malformazioni.
L’attenzione sarà posta ad individuare l’eventuale presenza di malattie ereditarie nelle famiglie dei futuri genitori o altri possibili problemi collegati alla prossima gravidanza, a decidere gli esami di laboratorio da effettuare ed a fornire alla coppia tutte le informazioni e i consigli necessari in vista di una gravidanza.
Vedi “Gli esami consigliati”.


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2. Esame di “screening” del rischio fetale prenatale TEST COMBINATO o ULTRASCREEN (Translucenza nucale + osso nasale + duo test ematico + età materna).

Per eseguire il test é necessario che l'ecografista sia in possesso dell 'ACCREDITAMENTO ANNUALE PRESSO LA FETAL MEDICINE FOUNDATION DEL PROF. K. NIKOLAIDES (LONDRA) .
E’ un test di screening eseguito tra l’11° e la 13° settimana di gestazione (I° trimestre) per calcolare il rischio individuale materno durante quella gravidanza di avere un feto affetto da Trisomia 21 (Sindrome di Down), Trisomia 18 o altre anomalie cromosomiche.
Il test positivo non indica l’esistenza dell’alterazione ma solo la condizione di rischio aumentato espressa numericamente in percentuale e suggerisce quindi l’esecuzione di un esame diagnostico prenatale invasivo (villocentesi o amniocentesi).
L’esame è uno screening - Lo screening rappresenta un filtro da utilizzare nella popolazione per individuare le persone a rischio per una determinata malattia - che associa la misurazione ecografia della Traslucenza nucale (NT), raccolta liquida retronucale presente nei feti tra la 11 e la 13 settimana ma che risulta aumentata in quelli affetti da Trisomia 21 (NT), ed il dosaggio nel sangue materno, attraverso un normale prelievo di sangue, di due ormoni prodotti dalla placenta (beta HCG e PAPP-A), che risultano spesso in quantità alterata in presenza di anomalie cromosomiche, partendo dal rischio di base dell’età materna.
 
3. Diagnosi Prenatale non invasiva

 
     3.1. Ecografia morfologica fetale per l’esclusione delle anomalie strutturali maggiori (ecografo bi- 2D-  e tridimensionale - 3D).
     Viene eseguita tra la 19a e la 22a: sett.. Durante questa ecografia si indaga l’anatomia del feto nel modo più dettaglato possibile, la sua crescita e vengono valutati taluni indici del suo benessere.
Non è comunque in grado di garantire in modo assoluto la normalità del feto, come evidenziato da tutti gli studi internazionali.
Dalle statistiche neonatali sappiamo che il 2-3% dei neonati è affetto da malformazioni. Tali anomalie sono prevalentemente a carico degli organi interni (sistema nervoso centrale, cuore,reni) e dello scheletro. La maggioranza delle malformazioni congenite nella popolazione generalenon è dovuta alle malattie cromosomiche perché queste sono più rare (il 2-3 per mille deineonati).
Sappiamo anche che la grande maggioranza delle malattie cromosomiche è associata amalformazioni degli organi fetali o a segni ecografici. Pertanto una negativitá dell'esameecografico permette anche di escludere una gran parte delle malattie cromosomiche del feto.

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     3.2. Ecografia genetica (ricerca dei soft markers) nelle donne gravide a rischio per eta’ (età materna superiore a 35 anni).
     E’ sempre un esame ecografico fetale su donne selezionate a rischio aumentato per evidenziare alcuni segni ecografici minori (SOFT MARKERS ) , che, se rilevati, inducono ad un approfondimento diagnostico mediante amniocentesi.

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     3.3. Esami ultrasonografici ostetrici sui flussi vascolari utero-placentari (“doppler”);
     E’ un esame ecografico particolare che sfrutta “ l’effetto doppler ” per valutare la quantità di sangue che in quel momento passa attraverso il cordone ombelicale. La quantità di flusso è correlata alla funzionalità della placenta.

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4. Diagnosi Prenatale invasiva per la ricerca del cariotipo fetale
Le procedure invasive servono a rilevare il numero e la struttura dei cromosomi del feto, attualmente non diversamente ottenibili, al fine di escludere alterazioni.
(Nella foto: mappa cromosomica o cariotipo)

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     4.1. Prelievo di villi coriali (villocentesi)
     Consiste nella biopsia di tessuto placentare (villi coriali). Il prelievo si esegue in un ambulatorio dedicato, dal’’ 11 settimana di gravidanza, mediante un sottile ago che penetra nell’utero attraverso la parete addominale, e che aspira minima quantità di villi coriali grazie ad un sistema di decompressione.
L’esame viene eseguito sotto controllo ecografico continuo.
 
     4.2. Prelievo di liquido amniotico (amniocentesi)
Consiste nell’aspirazione di 20 ml. di liquido amniotico attraverso un ago sottile che arriva nel sacco amniotico, sotto controllo ecografico continuo, attraverso la parete addominale.